Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2014

Fotografo che si occupa di reportage e narrazione fotografia, viaggi e ritratto troppo.
Il foro richiama la fotografia stenopeica.

Image

Image

Image

Annunci

Read Full Post »

Porta biglietti da visita in vere pelle, biglietti da visita in pvc, display da scrivania per i propri e classificatore per quelli altrui. Chi eccede in ordine, precisione e qualità tiene anche un archivio domestico per i biglietti da visita di parenti e amici. In Asia lo scambio del biglietto da visita non è solo un gesto automatico, come in Europa, ma un vero e proprio rito, sia pure con qualche variante regionale. In una società in cui sono fondamentali lo status sociale e il ruolo decisionale di una persona, lo scambio delle business card rappresenta infatti la prima fonte di informazioni per attribuire una posizione a chi si ha di fronte.
Image

Non stupisce che anche le regole dello scambio siano fissate in maniera molto precisa. Il biglietto deve essere consegnato con due mani e chinando lievemente il capo in segno di rispetto. Chi lo riceve, rigorosamente con due mani, deve soffermarsi qualche attimo sulla lettura dello stesso prima di rivolgere la parola al proprio interlocutore. A questo punto la conversazione può iniziare. Idealmente, seguendo i consigli dei programmi televisivi cinesi di “bon ton”, con il ricevente che con voce non troppo squillante ripete il titolo della persona che ha di fronte – ancora una volta per mostrare riverenza e rispetto – seguita da un classico “hen gao xing jian dao ni”, ovvero “piacere di conoscerla”.

Image
Se in Cina , Corea, Giappone , Vietnam e Tailandia questo rito si ripete sempre uguale, se non per la variante linguistica, lo stesso non può essere affermato per Malesia e Indonesia. Differenze culturali? No, religiose. Dato che per i musulmani la mano sinistra è tradizionalmente considerata la “mano impura”, va da sé che può risultare estremamente maleducato porgere un biglietto da visita con due mani. Ed ecco che malesi e indonesiani, pur conformandosi al rito asiatico dello scambio, nel porgere la propia carta utilizzano solo la mano destra. La sinistra sostiene il gomito del braccio destro. Curioso notare che la popolazione non musulmana (in prevalenza cinese) di questi paesi si sia adattata a questo cerimoniale per mostrare rispetto per la cultura del proprio interlocutore. E gli italiani? Quelli che si sono trasferiti in oriente si sono adeguati, chi per rispetto, chi per curiosità, chi semplicemente per adattarsi alle abitudini del posto. Un’abitudine che sbarcherà anche nel nostro paese?

Image

Read Full Post »